Da molto l’uomo è alla ricerca dell’origine e dei significati più profondi del proprio esistere, ma nella sua limitatezza ed ignoranza, si confondono le varie teorie, il più delle volte solo ipotizzate e mai completamente dimostrate. Se possiamo essere dubbiosi, atei, ignoranti, increduli, alternativi, di fronte alle teorie circa l’origine dell’universo, non possiamo certamente rinnegare la sua presenza, giacché, grazie al nostro esistere, possiamo percepirne con i nostri sensi la concretezza. Ecco cosa avvertiamo ed in parte conosciamo dell’immensità: galassie, miliardi e miliardi di stelle, pianeti, corpi celesti di varia natura, il tutto formato da molecole e atomi. Tutto questo è in perenne movimento, pulsazione, rotazione e trasformazione continua, secondo un ordine complesso che si equilibra con il caos. Dentro questo strabiliante equilibrio si trova anche il nostro pianeta Terra, sul quale per azione di concause e condizioni fisico-chimiche particolari, si è evoluta nel tempo la vita. Poi tutto diventa preistoria e storia, dove ogni generazione o individuo, che succede, porta in eredità il patrimonio di vita a lui precedente, perciò ogni essere si trova, senza alcun suo merito o colpa, inserito nell’ambiente in cui è nato. Pertanto possiamo dire che ogni individuo fa parte dell’universo già dall’origine dell’universo stesso. Ogni essere è frutto di un programma cosmico o “divino” per il quale, tutto l’universo ha interagito prima di determinarne la nascita e ancora interagirà per generare e modificare tutto ciò che di vivente e non vivente seguirà. Attraverso le “infinite” interrelazioni di carattere energetico, fisico-chimico, biologico e quant’altro, tra la materia inanimata e quella animata, si è giunti alla situazione vitale a noi conosciuta, sul pianeta Terra. Per capire che ognuno di noi fa parte di un programma cosmico per il quale siamo nati e per il quale viviamo seguiamo questo ipotetico percorso temporale. All’inizio il “big bang” o “creazione divina”, di seguito l’espansione della materia, con formazione di galassie, stelle, corpi celesti, ecc. Scendiamo poi al particolare: il Sole, il pianeta Terra e la sua solidificazione, quindi la formazione dell’acqua su di esso e le prime forme di vita unicellulari. In seguito esseri pluricellulari e forme di vita sempre più grandi e complesse di cui oggi abbiamo testimonianza e tra queste in particolare, l’origine evolutiva dell’uomo. Successivamente hanno inizio i primi aggregati umani, poi le prime grandi civiltà Azteca, Maya, Egizia, Greca, Romana, ecc., fino a giungere ai periodi storici più attuali; Medioevo, Rinascimento, Storia contemporanea, Attualità. Tutti i percorsi temporali accennati, portano con sé fenomeni di varia natura; mutazioni, evoluzioni, esperienze, vita, cultura. Essi hanno ereditato ciascuno il loro passato e generato via via nei millenni il loro futuro, fino a far incontrare “per caso”, o meglio per programma cosmico, i nostri genitori che successivamente hanno generato noi. Se l’universo non avesse avuto questo tipo di evoluzione, noi non ci saremmo o non saremmo nelle condizioni in cui ci troviamo. Quindi già la nostra nascita non è frutto della nostra determinazione e nemmeno di quella dei nostri genitori e neppure dell’ambiente in cui siamo nati e viviamo. L’ambiente in cui viviamo inteso in modo onnicomprensivo, è l’universo, da cui è giunta la nostra vita. Il nostro essere è in costante simbiosi con l’universo ed in particolare con tutto ciò che vi appartiene. Noi e gli altri esseri viventi e non, non decidiamo nulla del nostro operare e del nostro vivere, ma svolgiamo semplicemente un programma cosmico complesso di interrelazioni con tutto ciò che entra a contatto con noi, “aria, acqua, materia ed energia” e poiché ciò che entra a contatto con noi appartiene all’universo, significa che noi siamo interrelazionati con esso e ne svolgiamo un programma o funzione, come una cellula fa per il nostro corpo, senza determinazione individuale. Sembra impossibile questo, alla luce del nostro attuale pensare e concepire la vita, ma il fatto è che se vogliamo analizzare qualsiasi azione, che a noi sembra essere dettata dalla nostra determinazione, possiamo, con una attenta analisi, scoprire che sono cause o motivi estranei alla nostra volontà che ci inducono a quella azione. Il percorso del nostro programma è ereditato e scritto nel nostro DNA. Qui vi sono tutte le caratteristiche di individualità che ci fanno reagire ed agire in modo unico ed esclusivo con gli esseri e le cose con cui ci relazioniamo nell’arco della vita. Poiché la vita sussiste grazie al complesso equilibrio degli opposti è comprensibile come il nostro programma di vita ci riservi aspetti e comportamenti positivi e negativi, difficili da valutarsi, eticamente, alla luce dell’equilibrio dell’evoluzione cosmica. Infatti, per esempio, non potremmo essere sempre tutti sani, o non morire mai, o tutti santi, o tutti delinquenti. Il positivo e il negativo, come l’opposto di ogni situazione, devono per forza esistere perché si perpetui l’equilibrio della vita e del cosmo. Infatti, se per ipotesi si protrasse all’infinito una situazione senza il suo opposto, ben presto si determinerebbe una situazione di disequilibrio. Immaginiamo per esempio che tutti rimanessimo sani o addirittura non morissimo mai, ben presto il pianeta sarebbe insufficiente ad ospitarci. Il positivo ed il negativo, come il bene ed il male, sono poi situazioni riferibili agli usi e costumi dei popoli, alle leggi civili e religiose, ma visti in senso cosmico assoluto sono spesso intercambiabili. Così, per esempio, si può affermare che i quattro elementi fondamentali della vita “aria, acqua, terra, fuoco” sono positivi per taluni contesti per altri possono essere considerati negativi. Una guerra è considerata generalmente negativa, ma nel contesto dell’universo può risultare positiva perché può servire al raggiungimento di un equilibrio evolutivo. Sostanzialmente tutta la materia e l’energia esistente si interrelaziona, si stimola, si condiziona, si modifica per permettere l’evolvere dell’universo. Noi umani, tra gli esseri, siamo parzialmente i più consapevoli del nostro esistere, ma non ci rendiamo conto che anche questo appartiene al nostro programma cosmico e al nostro DNA. Non possiamo non fare e non vivere quello che è già stabilito per noi. Non possiamo evitare o programmare le relazioni che abbiamo con tutto ciò che ci circonda e che incontreremo nell’arco della nostra vita, perché tutto ha un proprio programma, tutto ha la propria origine inconsapevole, tutto ha la propria vita interrelazionata dall’evoluzione e tutto ha la propria trasformazione finale nel contesto cosmico. Per concludere possiamo dire che gli esseri vissero inconsapevoli, felici, illusi, tristi, arrabbiati, feroci, violenti, dolci, amorevoli, ammalati, pensosi, dinamici, distratti, ecc., ecc., ecc., sempre per cause indipendenti da loro, a volte palesi, a volte inconsce e a volte incomprensibili ma tutte facenti parte dell’evoluzione universale.
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