Il paradosso della diversificazione

18 05 2010

investments1.jpgLa diversificazione, strumento principe per la diminuzione del rischio, si è dimostrata inefficiente. In un mercato globale, nel nome della diversificazione, sono stati riempiti i portafogli di prodotti altamente correlati che si comportano tutti allo stesso modo. Quando il mercato va male tendenzialmente tutto scende e viceversa. Da un lato è corretto non mettere le uova tutte nello stesso paniere, ma perchè devo sprecare alcune uova mettendole in un paniere bucato che quasi sicuramente me le farà cadere?
Bisogna cercare di creare e gestire un portafoglio con pochi prodotti semplici, comprensibili anche ai meno esperti, limitando i costi e senza mai oltrepassare i limiti di rischio che ci si è posti.



Indignazione

10 05 2010

colosseo.jpgE’ di recente notizia che il Colosseo, monumento simbolo per eccellenza della romanità, abbia subito un cedimento. E’ una vergogna che il nostro Paese non tuteli le proprie risorse storico artistiche. Non riesce a valorizzarle come dovrebbe e come sarebbe necessario. Queste risorse, ereditate da un passato glorioso, sono di estrema importanza per un paese che non dispone di territorio e di materie prime. Non possiamo permetterci di lasciarle andare al loro degrado.  Sono monumenti visitati da milioni di turisti all’anno e noi italiani che abbiamo la fortuna di possederli non  dobbiamo abituarci alla loro straordinaria bellezza, ma dobbiamo diventare i loro fedeli custodi.   



Attacco all’Euro

29 04 2010

header.jpgIl declassamento di rating da parte di Golman sachs di alcuni stati della Comunità Europea può essere una manovra di speculazione per far riprendere l’egemonia del dollaro quale moneta di scambio mondiale. Dopo gli annunci infatti, l’Euro ha continuato a perdere terreno rispetto alla banconota verde. Non dobbiamo dimenticare inoltre, che il debito statunitense è notevolmente superiore a quello di Portogallo, Spagna e Grecia e che un rafforzamento della propria moneta costituirebbe quindi una buona contrazione del proprio debito.



Casse automatiche

24 04 2010

carrello.jpgIn molte catene di supermercati vengono installate ultimamente le cosiddette casse automatiche. Questi dispositivi permettono alle grandi distribuzioni di aumentare i loro fatturati andando a risparmiare sull’assunzione di cassiere e utilizzando la risorsa tempo della clientela senza tra l’altro remunerarla. Capirei infatti questa diffusione soltanto se chi ne beneficisse avesse uno sconto sui prodotti della spesa. Invece, ed è qui che non c’è la ridistribuzione del reddito, il vantaggio economico è solamente della catena di distribuzione a discapito del personale non assunto o in esubero (quindi licenziato) e della clientela. In conclusione queste casse automatiche, così come sono utilizzate, sono generatrici di povertà.



I Pigs

6 04 2010

pigs.jpg I Pigs tornano a far preoccupare l’Europa. Rischiano di frenare il rimbalzo dei mercati. Dopo la Grecia, finita a un passo dal default e sulle cui modalità di salvataggio i membri di Eurolandia stanno ancora discutendo, ora tocca al Portogallo (un altro dei Paesi a rischio secondo l’acronimo Pigs inventato dalle banche d’affari. Gli altri sono Irlanda e Spagna ma onestamente aggiungerei anche il nostro Paese).  Secondo Fitch, le prospettive di recupero del Portogallo sono deboli rispetto a quelle degli altri Stati dell’Eurozona aggiungendo che saranno necessari “importanti” misure finanziarie per poter contenere il deficit. La situazione greca, nonostante il peggio sia passato grazie ad una emissione obbligazionaria da 5 miliardi di euro, non è ancora rassicurante. Personalmente penso che l’Europa non avrebbe dovuto permettere l’ingresso nella moneta unica alla Grecia e agli stati dell’Est detentori di economie ancora in fase di consolidamento. Sarei favorevole per una temporanea esclusione dall’Unione dei paesi membri che non rispettino i parametri economici stabiliti per una crescita solida dell’economia.



Google Vs Cina

1 04 2010

google.JPGGoogle ha dichiarato di voler lasciare la Cina. Una scelta a mio avviso molto azzardata visto che il mercato cinese è il mercato in maggiore espansione anche sul fronte dell’Information Technology. Basta pensare ad un dato come quello della popolazione per far capire che questa scelta potrà essere molto controproducente. Ricordiamo inoltre che un certo Warren Buffett, l’investitore più ricco al mondo, non ha mai investito nemmeno un centesimo in questa azienda. Sarà un caso?



Un’altro simbolo che se ne va

26 02 2010

hummer.jpgL’Hummer, il suv simbolo per eccellenza degli Stati Uniti è definitivamente morto. Nato per esigenze militari, il potente e indistruttibile veicolo è diventato il simbolo degli Stati Uniti. Rappresentativo di un paese ricco, gigantesco e prepotente, con la crisi e con il caro petrolio è stato considerato fuori mercato.

La fine della produzione di questo gigante su quattro ruote è sicuramente un emblema del cambiamento epocale che gli Stati Uniti stanno vivendo con una trasformazione dolorosa e radicale. 



I governi saranno in grado di ripagare i loro debiti?

18 11 2009

stampasoldi.jpgDurante le fasi peggiori della crisi dei mercati finanziari, i governi dei maggiori paesi del mondo, hanno letteralmente inondato il mercato con ingenti immissioni di liquidità.

Questa liquidità è stata “creata” attraverso l’indebitamento pubblico finanziato dai privati, mediante l’acquisto di titoli di Stato.  

Cosa accadrebbe se i governi non fossero in grado di ripagare i loro debiti? 

Non sono solo paesi come Russia o Argentina ad essere in difficoltà con le finanze pubbliche, ma anche Stati Uniti, Giappone e Gran Bretagna. Questi stati, fino a ieri, erano considerati i paesi più sicuri al mondo, con una capacità straordinaria di assolvere ai propri debiti.

Ottenere stimoli per l’economia, ricorrendo al debito pubblico non è sempre vantaggioso infatti, il debito che finanzia le  manovre economiche rende queste ultime sempre più rigide.

Infine, bisogna ricordare che l’esplosione del debito pubblico, comportata inevitabilmente la bancarotta.

 



Obama in Cina

16 11 2009

cina_usa.jpg Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama, l’uomo più potente al mondo, durante la sua ultima visita in Cina ha rassicurato tutti. Ha affermato infatti, che non ci sarà alcun contrasto alla crescita economica della Cina.

Grazie presidente per questa notizia sensazionale. C’è una cosa che mi lascia però perplesso….

Il suo paese, ha uno dei debiti pubblici più grandi al mondo. Nell’ultimo anno, questo debito, è stato aumentato ulteriormente per dare respiro ad una economia in affanno. La cosa incredibile è che sia proprio la Cina ad essere il maggior creditore degli USA.

Quindi Obama, chiaramente non può ostacolare la crescita del gigante ad occhi a mandorla, anzi contrariamente, deve aver ottimi rapporti con esso se non vuole finire a gambe all’aria.



Evitare le IPO

14 11 2009

Le IPO (acronimo di Initial Public Offering), sono le offerte pubbliche iniziali per le nuove società che si quotano in Borsa. Spiegherò ora, i motivi per cui è meglio evitare di partecipare sia alle IPO, sia agli aumenti di capitale di società già quotate.

Durante una IPO, i soci fondatori o chi si è accollato gli investimenti iniziali di un’impresa, hanno l’occasione di uscire dall’impresa stessa o diminuirne la partecipazione monetizzando la loro posizione.

Nelle fasi di collocamento inoltre, l’evento è sempre troppo sponsorizzato e la fissazione del prezzo segue processi poco trasparenti e valutabili.

Un altro aspetto da tener conto, è il fatturato limitato e gli utili ridotti delle imprese quotate per la prima volta in Borsa che potrebbero influire negativamente sulle performances del titolo.  






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